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Prezzo CO2: Riassunto primo semestre 2017

Andamento quote EUA: Riassunto del primo semestre 2017

Nel 2017 e nel 2016, il contratto di riferimento delle quote di CO2 ha avuto un inizio d’anno alquanto similare. Poiché i volumi d’asta non sono stati tagliati – in assenza di backloading – gennaio 2017 ha visto il prezzo subire ripide discese anche al di sotto dei 5 euro. Il prezzo si è poi però ristabilizzato al di sopra dei 5 euro, quando il Parlamentoeuropeo e il Consiglio hanno elaborato le proprie posizioni sulla riforma dell’ETS e entrambe sono state più ambiziose della Commissione europea. Il contratto di riferimento ha toccato un massimo al di sopra dei 6 euro il 2 marzo nel trading intra-day (un livello che non si è però più rivisto da allora). Il trend è stato successivamente in calo nel pieno della compliance fino a metà maggio quando ha raggiunto i livelli minimi di trading sul 2017. Le speranze su eventuali progressi dalla seconda riunione delle negoziazioni trilaterali sulla riforma del sistema ETS e la previsione di un giugno molto caldo hanno portato il prezzo oltre i 5 euro entro la fine del mese di maggio. Il mercato è stato tuttavia sotto pressione nel mese di giugno, dopo che la seconda riunione trilaterale sulla riforma dell’ETS è stata annullata. Nel complesso, l’EUA sul contratto DEC17 ha perso il 23,4% nella prima metà dell’anno, che potrebbe sembrare sconvolgente a prima vista, ma è ancor oggi una prestazione decisamente migliore rispetto al 2016, quando il contratto di riferimento dimezzò il suo valore scendendo da 8.29 euro a fine 2015 fino a 4.47 euro entro la fine di giugno 2016. Il prezzo medio ponderato per il volume negoziato sull’EUA DEC17 è stato di 5.00 euro nel primo semestre 2017. Vi sono stati minori scambi di quote (1,5 miliardi di quote in meno scambiate sul contratto DEC rispetto all’anno precedente!), con una flessione del 28,2% rispetto al primo semestre 2016.

Mix energetico

L’EUA è stato la commodity con la performance peggiore per la prima metà dell’anno nell’ambito del mix energetico. Mentre i primi sei mesi dell’anno, l’EUA Dec17 ha perso il 23,4%, il German Power 1Y è rimasto stabile (+ 2,2%), il contratto europeo del carbone 2018 è aumentato dell’1,9% e il prezzo del gas della prima stagione britannica è sceso del 3,9%. Il Brent è stata l’unica commodity nel mix energetico che è diminuita notevolmente nella prima metà dell’anno, poiché l’accordo OPEC non è stato sufficiente a ripristinare l’equilibrio rispetto ad una offerta sovradimensionata.

Necessità di riforme

I dati indicano la necessità urgente di riformare il sistema ETS. Dopo varie riunioni, discussioni e voti, il Parlamento europeo e il Consiglio hanno elaborato le proprie posizioni sulla riforma del sistema. Entrambe le istituzioni hanno mostrato la volontà di aumentare l’ambizione delle riforme in quanto sostengono il rafforzamento del fattore di riduzione lineare (di decremento delle assegnazioni gratuite) al 2.2% e la possibilità di ulteriori cambiamenti in fase 4. Dovrebbe esserci anche un ampio accordo anche sul raddoppio del tasso di assorbimento della riserva di stabilità del mercato al 24% nei primi 4-5 anni del suo funzionamento per eliminare dal mercato il surplus di quote esistente.

E’ stata anche proposta la cancellazione di milioni di quote, una nuova idea rispetto ai suggerimenti originari della riforma della Commissione. C’è tuttavia ancora disaccordo circa l’assegnazione gratuita, la protezione dal carbon leakage e l’utilizzo dei diversi fondi. I legislatori stanno cercando lentamente di consolidare le loro proposte di modifica nei negoziati trilaterali. La prossima riunione si svolge il 10 luglio e la presidenza estone del Consiglio calcola con altri incontri di poter completare l’iter nel 2017. I negoziati sono condotti da un nuovo relatore, Julie Girling, che ha assunto l’incarico di Ian Duncan perché quest’ultimo era impegnato nella sua campagna per le elezioni generali nel Regno Unito. Nel rispetto dei propri obblighi, la Commissione europea ha pubblicato nel mese di maggio il numero totale di quote in circolazione. Secondo questo, nel sistema sono disponibili 1,69 miliardi di quote, il che significa che anche con un tasso di ritiro del 24% ci vorrebbero anni per la riserva di stabilità del mercato per far scomparire tale surplus. La Commissione ha altresì informato che le emissioni verificate delle installazioni stazionarie nel sistema ETS sono diminuite del 2,7% nel 2016. Le emissioni degli operatori aerei, invece, sono aumentate del 7,9% in un confronto annuale.

Previsioni estive: relax intorno ai 5 euro

Mentre il mese di giugno è stato caratterizzato da temperature medie stagionali superiori alla media (e quindi più elevato utilizzo dell’aria condizionata e prezzi dell’energia elettrica più elevati), le temperature di luglio sono previste in linea con la media stagionale con alcuni giorni più freddi. Qualsiasi richiesta di energia aggiuntiva può essere coperta comodamente da una produzione rinnovabile. Come mostrano i dati più recenti, la Germania ha aumentato la produzione di energia rinnovabile ad un record del 35,1% nella prima metà dell’anno. Questo può mantenere un limite sul prezzo del CO2 nel prossimo periodo. La fornitura d’asta ridotta in agosto e le probabilmente accelerate trattative politiche sulla riforma del sistema potrebbero tuttavia sostenere il prezzo. Storicamente il prezzo delle quote EUA tende a rimanere relativamente stabile nei mesi estivi. (Si veda grafico allegato sulla stagionalità delle quote EUA negli ultimi anni).


Source: Bloomberg, ICE

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Budapest 6 luglio Paul Bodnar, Rocky Mountain Institute

Il 6 luglio si terrà il prossimo evento della nostra serie di colloqui sul carbon trading:

Paul Bodnar, Direttore Generale dell’Istituto Rocky Mountain e ex direttore per l’energia e il cambiamento climatico della Casa Bianca, terrà un discorso sull’azione per il cambiamento climatico.

Gli argomenti includeranno l’elaborazione dell’accordo di Parigi e come reagiranno gli Stati Uniti all’uscita dall’accordo di Parigi e che influenza avrà sulla vita dei cittadini Statunitensi.

Paul Bodnar: Paul è una delle figure più importanti della diplomazia internazionale sul clima, che recentemente ha guidato il movimento We Are Still In negli Stati Uniti, dove più di 1.000 organizzazioni – stati, città, istituzioni e aziende – si sono impegnate a soddisfare l’impegno degli Stati Uniti nell’ambito dell’accordo di Parigi dopo che Donald Trump ha annunciato la sua intenzione di ritirarsi dall’accordo.   Attualmente amministratore delegato presso l’Istituto Rocky Mountain, Paul ha precedentemente operato all’interno dell’amministrazione Obama come assistente speciale al presidente e direttore senior per l’energia e il cambiamento climatico presso il Consiglio di sicurezza nazionale. Ha svolto un ruolo fondamentale nella formulazione della strategia statunitense per la conferenza sul clima di Parigi.   La carriera di Paul sul cambiamento climatico e i temi ambientali è nata qui a Budapest come co-fondatore di Vertis.

Per maggiori dettagli sull’evento contattateci.

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MiFID II e carbon trading, molte novità dal 2018

A partire da gennaio 2018 entra in vigore un nuovo regime di regolamentazione finanziaria dell’Unione europea chiamato MiFID II. L’EUA (la quota generale di CO2) è classificata come uno strumento finanziario. Ciò significa che la negoziazione, il brokeraggio o anche la consulenza sulle quote EUA diventerà un’attività interamente regolata.

Intermediari come Vertis devono diventare fornitori dedicati e regolamentati con la supervisione dell’autorità finanziaria nazionale di competenza a seconda del paese.
Negli ultimi tre anni abbiamo preparato costantemente la MiFID e abbiamo investito pesantemente in nuovi sistemi informatici e di sicurezza, nuove politicies e procedure e nella formazione professionale dei nostri commerciali e del back-office. Dopo anni di lavoro abbiamo recentemente presentato la nostra domanda di licenza per operare in questo nuovo contesto all’ente di competenza locale, la Banca Nazionale Ungherese. Anche se questo è solo l’inizio, è una pietra miliare importante per diventare un provider di servizi di investimento.

Le aziende che acquistano EUA per scopi di conformità alla normativa europea o per coperture future sono esenti dalla maggior parte del regolamento. Se siete quindi responsabili delle restituzione delle quote presso un’installazione industriale sotto EU ETS molto probabilmente siete al sicuro da controlli di tipo finanziario su questa tematica.

Tuttavia, MiFID avrà alcune implicazioni anche per le aziende industriali che sono sottoposte agli obblighi di conformità.

In primo luogo, è necessario ottenere un Codice LEI (per chi ne fosse ancora sprovvisto) – un identificatore univoco per entità legali impegnate in mercati finanziari.

In secondo luogo, le aziende come Vertis dovranno richiedere ulteriori informazioni sulla attività commerciale svolta dalle Vostre aziende affinché si possano rispettare i nostri obblighi di categorizzazione dei nostri clienti. Richiediamo pertanto la Vostra pazienza e collaborazione in tal senso e per qualsiasi richiesta addizionale che riceverete da parte nostra, rispetto ai processi standard fino ad oggi utilizzati.

In terzo luogo, potrebbe essere necessario modificare alcuni dei termini del nostro accordo quadro o degli accordi commerciali e rivedere quindi anche la parte contrattuale.
Infine, il nuovo regime di regolamentazione dovrebbe rendere la negoziazione più sicura e più trasparente: il fine è soprattutto quello di proteggere i Vostri interessi, di fatto i consumatori finali delle quote EUA. Nel frattempo le solite procedure standard saranno operative e con l’auspicio di una transazione rapida e non onerosa.

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(English) (Polski) Ceny EUA nadal blisko 5.00

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